Dal virtuale al mondo reale…

Leggiamo in un’intervista di Gianfranco Bertangi al filosofo francese Jean Baudrillard nella quale dichiara, senza possibilità di fraintendimento che ormai il mondo del virtuale ha sostituito e si sostituirà sempre più al mondo del reale. Ancora peggio il virtuale non farà altro che assorbire il reale e non saremo più in grado di distinguere l’uno dall’altro.

Lavorando su internet spesso mi sono trovato nella condizione di creare siti web con contenuti troppo “astratti” e completamente distaccati dalla realtà alla quale sarebbero dovuti appartenere. Una sensazione aggravata dal fatto che, per le professioni come la mia, si trascorre gran parte del tempo attaccati alla rete.

La fruizione di una conoscenza “teorica”, “astratta”, spesso artefatta e appositamente concepita per essere vettore di concetti unicamente positivi (efficacia, efficienza, ottimismo, ecc..) non fa altro che acuire lo scollamento con una realtà assai più complessa, piena di sfumature ed in alcuni casi con risvolti non sempre positivi.

Se la rete ha il potere di mettere in collegamento persone lontane fra loro, rendere disponibili informazioni a tutti, consentire l’accesso ad un mercato più ampio dall’altra parte la rete si sta rivelando estremamente limitata e limitante.

Come webmaster vado alla ricerca di un nuovo modo di fare web più attaccato alla realtà che sia economicamente sostenibile per i miei clienti ma anche che parli del mondo tangibile, del fare vero e concreto.

Da qualche tempo mi sono posto l’idea di riconnettere il mio modo di fare web alla realtà dove il web svolge un ruolo accessorio e non di primo piano come abbiamo frainteso negli ultimi vent’anni.

Inoltre avevo tentato un’esplorazione di come riportare il web nel mondo del reale in un mio precedente articolo intitolato: “Il Web è off-line! Connettiamolo col mondo reale”. Un tentativo rimasto come ovvio pura teoria.

E’ nella vita di tutti i giorni che abbiamo sostituito l’elaborazione mentale e teorica con il semplice e pura gesto del “fare”. E’ proprio qui che ci perdiamo come umani… molto di quello che impariamo rimane pura astrazione teorica.

Il web rimane uno strumento utile per ampliare la propria conoscenza ma obiettivamente non può diventare realtà sostitutiva. Per coloro che vivono gran parte del loro tempo attaccati alla rete sarà certamente familiare la “superficialità”, la “brevità” e la “scarsa forza” delle sensazioni e della conoscenza veicolate dalla rete.

Per questo il web va ripensato dalle fondamenta.

Cosa accadrà nel prossimo futuro? Cosa ci riserva lo sviluppo e la crescita del web?

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